Monumento
per il centenario del primo volo
Il
nuovo monumento funerario
inaugurato al
cimitero di Belgrado
7 luglio 2007
![]() |
![]() |
| L'immagine di Eduardo Rusjan in bronzo sul supporto di marmo | Janja Gombač, ideatrice della stele |
![]() |
![]() |
| Il monumento di Eduardo Rusjan in linea con tra le altre tombe | Il sindaco di Nova Gorica Mirko Brulc depone una corona |
![]() |
![]() |
| Tra i numerosi partecipanti, alcuni ex piloti dell'aviazione Yugoslava promotori della costruzione del monumento | Bassorilievo in marmo riproducente l'aereo N° 1 costruito a Zagabria nel 1910, col quale Eduardo trovo' la morte a Belgrado |
*
*
*
|
Commemorati i 95 anni dalla morte di Eduardo Rusjan Il pioniere del volo rappresenta una parte della nostra storia comune
|
|
L'8 e 9 gennaio 2006, con gli auspici e l'organizzazione da parte dell'associazione
degli ex ufficiali dell'esercito jugoslavo di Brežice, l'8 e il 9 gennaio
2006 un gruppo di persone si è recato a Belgrado per rendere omaggio al
pioniere del volo Eduardo Rusjan in occasione del 95esimo anniversario
della sua morte. Il giovane pilota è infatti deceduto a Belgrado il 9
gennaio 1911 in seguito ad un incidente di volo, avvenuto durante un suo
ardito volo dimostrativo. Ed a Belgrado si trova anche la sua tomba.
Della comitiva hanno fatto parte anche alcuni goriziani, tra cui la signora Grazia Rusjan, nipote del pioniere del volo. Merita però sottolineare come, a margine di tutti i tragici e sanguinosi eventi che hanno accompagnato la dissoluzione della Jugoslavia, gli ex ufficiali dell'esercito jugoslavo provenienti dalla Slovenia e dalla Serbia hanno mantenuto amichevoli legami, rafforzati e sviluppati ulteriormente negli ultimi anni. Indubbiamente, uno degli elementi di coesione può essere considerato il fatto che Eduardo Rusjan, con la costruzione di "macchine volanti" ed i suoi coraggiosi esperimenti di volo, viene considerato una parte importante di storia e patrimonio culturale comune tra i popoli dell'ex Jugoslavia. La Serbia e la città di Belgrado avrebbero potuto, dopo la dissoluzione della Jugoslavia, "dimenticare" comodamente di rendere omaggio allo sloveno Eduardo Rusjan, ma non l'hanno fatto. Durante gli ultimi quindici anni si è sempre trovato qualcuno, sia nel campo delle associazioni d'aviazione che tra i semplici cittadini, che ha provveduto al mantenimento della tomba di Eduardo Rusjan al cimitero nuovo di Belgrado, provvedendo anche ad organizzare brevi cerimonie commemorative durante gli anniversari, cerimonie cui hanno regolarmente preso parte anche alcuni sloveni, mentre la Slovenia "ufficiale" ha iniziato ad interessarsi di questo suo illustre connazionale soltanto da poco. La gita belgradese è durata due giorni. Dopo l'arrivo nella bella città, posta alla confluenza di due grandi fiumi, il Danubio e la Sava, i partecipanti hanno potuto visitare l'imponente fortezza di Kalemegdan, dalle cui possenti mura si può scorgere l'area del decollo dell'aereo di Eduardo Rusjan ed anche il punto ove il fragile velivolo si schiantò al suolo. Gli ospiti sloveni sono stati ricevuti dall'ex alto ufficiale dell'esercito jugoslavo, Stevan Mirkovic, che ha fatto anche da guida. Il generale fa parte del gruppo di volenterosi che si sono occupati durante tutti questi anni della manutenzione della tomba di Rusjan e, soprattutto, hanno mantenuto vivo il suo ricordo. Va anche ricordato che sabato 7 gennaio 2006 ricorreva il Natale secondo la tradizione ortodossa e la città era avvolta da una particolare e piacevole aria di festa. Il momento più emozionante è stato quando gli ospiti sloveni hanno visitato la tomba di Rusjan e gli hanno reso omaggio nel corso di una toccante cerimonia, cui ha conferito una nota di importanza ed ufficialità la presenza della signora Jadranka Šturm Kocjan, viceambasciatrice slovena a Belgrado, che ha ricoperto per diversi anni anche la carica di console generale sloveno a Trieste. La signora Kocjan ha rivolto un caloroso saluto agli sloveni abitanti in Italia. Oltre alla viceambasciatrice, erano presenti in veste ufficiale anche l'addetto militare presso l'ambasciata slovena, signor Franc Ošnjak ed i rappresentanti delle federazioni aviatorie di Serbia e Montenegro. Dopo l'omaggio abituale delle corone, ha preso la parola il sig. Srečko Gombač di Isola, autore di un recente libro sulla vita dei fratelli Rusjan. Sono intervenuti anche Čedomir Janjič, direttore del museo jugoslavo (ora serbo) dell'aviazione e Ljubiša Djordjevič, al quale vanno i maggiori meriti se la tomba si è potuta conservare sino ad oggi. Tutti gli oratori hanno sottolineato l'opportunità che la tomba rimanga dove si trova ora. Di quest'avviso è anche la nipote Grazia Rusjan. Infatti, malgrado i mutamenti politici intervenuti nel frattempo, Rusjan continua a far parte del patrimonio storico e culturale e della tradizione comune. Per quanto riguarda, invece, la manutenzione della tomba, essa dovrebbe passare sotto l'egida dell'ambasciata slovena a Belgrado. Traduzione di Edvin Bernetič |
*
*
*
Rusjan, una targa senza confini
La casa di famiglia ricorda le imprese dei pionieri del volo
![]() |
| Il
4 dicembre 2004 in via Cappella 8 ha avuto luogo la cerimonia di scoprimento
alla presenza dei sindaci Brancati Brulc e Valenčič
-
La casa di famiglia ricorda le imprese dei pionieri del volo.
"Mi piace poter
riscrivere su questa casa in cui quando sono nata il nome che già c'era"
ha detto ieri Grazia Rusjan, figlia di un fratello di Eduardo e Giuseppe
Rusjan, i goriziani che per primi, in Italia e in Austria, il 25 novembre
1909, sui molli prati della Campagnuzza, riuscirono a volare con un aereo
da loro progettato e costruito. Nelle vecchie foto di cent'anni fa, sulla
facciata cieca della casa di via Cappella 8, appare il nome di Franc Rusjan,
bottaio. Da ieri una semplice pietra carsica litografata, 60 centimetri
per 50, riproduce la sagoma di un aereo e ricorda il luogo in cui i due
pionieri del volo "costruirono i loro primi aerei". Sobrio l'intervento
di Grazia Rusjan, eppur le è piaciuto rivendicare come l'opera dei suoi
zii "esce dai confini di una piccola città e si inserisce in un contesto
europeo".
Sandro Scandolara - Il Piccolo, 5.12.2004 |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
|
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
|
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
|
|
|